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GASTRONOMIA ABRUZZESE

La gastronomia abruzzese ha una caratterizzazione tutta particolare che le deriva dall'attaccamento della sua gente alla propria terra e dallo stretto legame con i suoi prodotti naturali: ne risulta una cucina umile ed agreste, che impiega mezzi ed ingredienti tradizionali e che spesso ricorre alle ricette antiche. Tutto questo ha indotto una certa letteratura gastronomica, i cui rappresentanti certamente non hanno mai provato i nostri  " piatti tipici ",  a fare grossi torti alla nostra regione. Intendiamo dire che in fatto di  " buona tavola "  si è continuato a considerare la nostra regione fra le  " depresse ",  così come succede per gli altri settori. A tutto questo l'abruzzese vuole ribellarsi. Noi vogliamo aiutarlo in questa sua bonaria ribellione che sa più di giusto riscatto che di rabbiosa recriminazione e che, fra l'altro, restituisce all'Abruzzo quel prestigio gastronomico che giustamente gli compete e che con estrema  facilità si tenta di disconoscere.

" Non è quel che si dice una regione per ghiottoni. La terra non è ricca e scarsa è la varietà dei prodotti. La cucina è semplice, di tono rustico e con poche specialità ". ( ! )

Questo è stato scritto recentemente da uno dei tanti  " inviati speciali " scesi qui da noi a " scoprire " la nostra regione. Veder catalogata la nostra cucina con l'aggettivo " semplice "  non ci dà fastidio, anzi, anche nell'arte culinaria, come d'altronde in molte altre cose, la semplicità non può essere considerata una caratteristica negativa, ma tentare di farla passare insignificante, inadatta al palato dei cosiddetti " ghiottoni ", riteniamo sia ingiusto e francamente ci induce a pensare che chi giudica in tal modo la nostra cucina difficilmente avrà avuto la possibilità di sedersi di fronte ad una delle tante tavole imbandite nella nostra regione.

Un fatto è certo: troppo occupati a descrivere tratturi, pecore, zampogne, secondo un'iconografia ormai scaduta e stantia, le penne forbite e brillanti dimenticano di soffermarsi su argomenti più convincenti, proprio perché questi ultimi riescono a star lontani dai troppo abusati luoghi comuni. Anche in questo caso però si rischia di commettere un errore generalizzando. E' vero che nella letteratura corrente si è più disposti a magnificare con elogi elevati al superlativo la cucina romagnola, quella toscana e quella romana, piuttosto che riconoscere i pregi di quella abruzzese, ma è anche vero che alcuni fra gli scrittori gastronomi non hanno potuto fare a meno di inquadrare la " buona tavola "  abruzzese nel posto che le compete. L'Abruzzo, dunque, vuole difendere la civiltà della sua mensa, ma lo vuol fare risollevando a nuovi fastigi quelle specialità antiche legate strettamente alle nostre tradizioni popolari e difendendole con le " armi " della genuinità e del buon gusto.

Luigi Braccili

 

 

 

LUIGI BRACCILI

ABRUZZO IN CUCINA

Costantini editori

Nei piatti più genuini della cucina abruzzese, come sono stati ricomposti nelle ricette di Braccili, sono sempre presenti il sole con la sua luce ed il suo calore e la terra con il suo profumo: chi potrà sfuggire alla tentazione di assaporarne il magico gusto e, in conseguenza, di individuarne le scaturigini della purezza, nella originaria sapiente semplicità e nell’atavica spontanea e saggia sobrietà del popolo d’Abruzzo?

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