Stampa la pagina

Avanti

1/2

Caramanico Terme (PE)
Nel cuore dell'Abruzzo, su uno sperone che fa da cuneo tra il fiume Orta ad ovest e il vallone del fiume Orfento ad est, a metri 550 s.l.m. , sorge Caramanico. Cittadina interessante per la bella posizione e stazione di cure termali e di soggiorno. Dista poco più di 50 Km da Pescara, a cui è ben collegata dall'autostrada A25 Pescara-Roma e da autoservizi pubblici.
Il territorio si estende nell'intera Valle di Caramanico detta anche di San Leonardo che ha una lunghezza di circa 20Km, formando il confine tra il Morrone e la Majella ed è bagnato dal torrente orta con un alveo assai profondo.
Storica capitale dell'Abruzzo salutistico, Caramanico fa capo alla Riserva Naturale Orientata della Valle dell'Orfento. Si tratta di una fetta del gruppo montuoso della Majella in cui la natura si presenta libera e selvaggia. Parte da una quota di circa 500 metri per arrivare a toccare i 2676 metri con il Monte Focalone, comprendendo tutte le fasce di vegetazione presenti sulla Majella.
E' da segnalare, presso il centro di allevamento situato all'interno del centro visitatori "Paolo Barasso", lo studio per la conservazione e la reintroduzione della lontra.

Architettura e urbanistica

La posizione di Caramanico, arroccata su uno sperone roccioso, e l'impianto urbanistico del nucleo antico, stretto e digradante verso il basso, denotano con evidenza l'origine difensiva del paese.
Il centro storico si presenta ben distinto dal nucleo attuale, sorto invece intorno allo stabilimento termale, e conserva notevoli ed interessanti testimonianze architettoniche del passato. Va tuttavia notato che, purtroppo, numerosi terremoti hanno danneggiato nei secoli scorsi il paese, e per questo i monumenti più antichi hanno perso molto delle loro caratteristiche originarie.
Il castello era posto a guardia di una lunga fila di case- mura, che racchiudevano l'intero centro abitato. Le porte di accesso, oggi in qualche caso ancora visibili e torri poste immediatamente fuori dal centro abitato, svolgevano un'importante funzione di controllo sull'intera vallata dell'Orta.
All'interno del nucleo antico, la stessa chiesa di Santa Maria Maggiore era una vera e propria fortificazione, con alte mura e una torretta circolare.
Le sue antiche origini, risalenti probabilmente al 1000, non sono rintracciabili nell'aspetto odierno: Santa Maria presenta infatti all'esterno, un magnifico portale gotico cuspidato, con un rilievo quattrocentesco nella lunetta, raffigurante l'Incoronazione della Madonna. L'abside è invece caratterizzata dalla presenza di alcune statuette, poste su colonnine raffiguranti soggetti diversi - un pastore, un santo, Adamo ed Eva - e dal campanile cuspidato sul quale sono inseriti stemmi del XV secolo.
Risalente al '300, ma completamente restaurata secondo il gusto settecentesco a seguito di un terremoto, è la chiesa di San Nicola di Bari. La bellissima facciata neoclassica è caratterizzata da uno splendido portale centrale, sormontato dalla statua di San Nicola e da due eleganti portali laterali. La torre campanaria, inizialmente cuspidata è oggi
coronata da un'elegante cupola settecentesca.
Da vedere anche la chiesa di San Domenico, oggi adibita ad auditorium e sala mostre.
Passeggiando nel centro storico di Caramanico sarà inoltre possibile trovare testimonianze del passato: palazzi settecenteschi appartenenti a famiglie nobili locali, eleganti fontane ornate da mascheroni, edicole votive in pietra, una graziosa bifora, inserita in una abitazione privata ancora oggi in uso.


A pochi chilometri da Caramanico sorge nell'omonima frazione, la chiesa di San Tommaso, splendido esempio di architettura romanica. La facciata, in pietra, presenta tre portali di cui quello centrale è il più interessante: sull'architrave sono infatti scolpite le figure di Cristo con gli Apostoli, mentre nella lunetta sono ancora visibili tracce di un affresco raffigurante la Madonna col Bambino.
La visita alla suggestiva frazione di Decontra nonché ai borghi di San Vittorino e San Nicolao aumentano l'interesse della  gita.

Sant'Eufemia a Majella (PE)
Il territorio di Sant'Eufemia a Majella occupa l'estremo lembo meridionale del pescarese, con una estensione totale di 4005 ha, territorio che si estende, nella sua totalità, nel Parco Nazionale della Majella. L'intero abitato è situato nella valle racchiusa dal versante occidentale della Majella e da quello del Monte Morrone esposto prevalentemente a nord-est, ad una quota di circa 900 mt sul livello del mare, lungo la statale 487. Nel territorio geografico di Sant'Eufemia si trovano le vette più elevate dei principali massicci, Monte Amaro e la Majella, essi sono Monte Pesco Falcone (mt 2646), Monte Rapina (mt 2026), Monte Mileto (1920) e Monte Le Mucchie (1985). Nel territorio di Roccacaramanico è situata "la rocca", proprio sotto le pendici del Monte Morrone. L'ottima posizione geografica rende tutto il territorio di Sant'Eufemia a Majella estremamente attraente dal punto di vista naturalistico, soprattutto per il visitatore che vuole godere dei vari aspetti della natura e vuole, perché no, in essa ritemprarsi.

 


 

 

La parrocchiale dedicata a San Bartolomeo Apostolo, è l'edificio architettonico più importante di Sant'Eufemia. E' a tre navate, fiancheggiate da un campanile. La facciata è di stile settecentesco in pietra a "faccia vista" alla quale si intrecciano molti elementi decorativi anche essi lapidei lavorati con grande maestria. All'interno della Chiesa sorge un monumentale tabernacolo scolpito in legno alto quasi 5 metri a tre piani rientranti a cupola con colonne, statuine e piccole edicole: L'importante opera è databile tra la fine del '600 e i primi del '700. A Sud-Est del paese la Riserva Naturale Lama Bianca e, poco lontano dall'abitato, vicino alla frazione Roccacaramanico, sorge un interessante orto botanico.

Pacentro (AQ)

Suggestivo centro posto alle pendici del Monte Morrone, Pacentro è dominato dalla severa mole del Castello di Cantelmo. Immerso nel verde e con una sua spiccata dimensione urbanistica, Pacentro possiede un fascino tutto particolare

Il Castello di Cantelmo è circondato da un largo fossato ed ha pianta quadrilatera. Realizzato nel XIV secolo, conserva intatto il suo aspetto possente. Delle tre torri originarie del Castello di Cantelmo, due sono giunte sino ai nostri tempi praticamente integre e danno un aspetto caratterizzante all'intera costruzione.

Merita, comunque, una visita l'intero borgo.

Sulmona (AQ)

Posta nella conca della Valle Peligna, patria del poeta latino Ovidio, Sulmona si presenta come città ricca di monumenti, caratterizzata da un intenso e qualificato lavoro artigianale.

Assolutamente da vedere la Cattedrale dedicata a S. Panfilo, il Complesso dell' Annunziata, di sicuro il più celebre e importante monumento di Sulmona, nonché il Museo Civico che comprende, tra i vari tesori, un'ampia raccolta archeologica e uno splendido tabernacolo di legno dipinto nel 1435 da Giovanni da Sulmona.

Rinomati in tutto il mondo sono i confetti di Sulmona.