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Caramanico Terme (PE)
Nel
cuore dell'Abruzzo, su uno sperone che fa da cuneo tra il fiume Orta ad ovest e
il vallone del fiume Orfento ad est, a metri 550 s.l.m. , sorge Caramanico.
Cittadina interessante per la bella posizione e stazione di cure termali e di
soggiorno. Dista poco più di 50 Km da Pescara, a cui è ben collegata
dall'autostrada A25 Pescara-Roma e da autoservizi pubblici.
Il territorio si estende nell'intera Valle di Caramanico detta anche di San
Leonardo che ha una lunghezza di circa 20Km, formando il confine tra il Morrone
e la Majella ed è bagnato dal torrente orta con un alveo assai profondo.
Storica capitale dell'Abruzzo salutistico, Caramanico fa capo alla Riserva
Naturale Orientata della Valle dell'Orfento. Si tratta di una fetta del gruppo
montuoso della Majella in cui la natura si presenta libera e selvaggia. Parte da
una quota di circa 500 metri per arrivare a toccare i 2676 metri con il Monte
Focalone, comprendendo tutte le fasce di vegetazione presenti sulla Majella.
E' da segnalare, presso il centro di allevamento situato all'interno del centro
visitatori "Paolo Barasso", lo studio per la conservazione e la reintroduzione
della lontra.
Architettura e urbanistica
La posizione di Caramanico, arroccata su uno sperone roccioso, e l'impianto
urbanistico del nucleo antico, stretto e digradante verso il basso, denotano con
evidenza l'origine difensiva del paese.
Il centro storico si presenta ben distinto dal nucleo attuale, sorto invece
intorno allo stabilimento termale, e conserva notevoli ed interessanti
testimonianze architettoniche del passato. Va tuttavia notato che, purtroppo,
numerosi terremoti hanno danneggiato nei secoli scorsi il paese, e per questo i
monumenti più antichi hanno perso molto delle loro caratteristiche originarie.
Il castello era posto a guardia di una lunga fila di case- mura, che
racchiudevano l'intero centro abitato. Le porte di accesso, oggi in qualche caso
ancora visibili e torri poste immediatamente fuori dal centro abitato,
svolgevano un'importante funzione di controllo sull'intera vallata dell'Orta.
All'interno del nucleo antico, la stessa chiesa di Santa Maria Maggiore era una
vera e propria fortificazione, con alte mura e una torretta circolare.
Le sue antiche origini, risalenti probabilmente al 1000, non sono rintracciabili
nell'aspetto odierno: Santa Maria presenta infatti all'esterno, un magnifico
portale gotico cuspidato, con un rilievo quattrocentesco nella lunetta,
raffigurante l'Incoronazione della Madonna. L'abside è invece caratterizzata
dalla presenza di alcune statuette, poste su colonnine raffiguranti soggetti
diversi - un pastore, un santo, Adamo ed Eva - e dal campanile cuspidato sul
quale sono inseriti stemmi del XV secolo.
Risalente al '300, ma completamente restaurata secondo il gusto settecentesco a
seguito di un terremoto, è la chiesa di San Nicola di Bari. La bellissima
facciata neoclassica è caratterizzata da uno splendido portale centrale,
sormontato dalla statua di San Nicola e da due eleganti portali laterali. La
torre campanaria, inizialmente cuspidata è oggi
coronata da un'elegante cupola settecentesca.
Da vedere anche la chiesa di San Domenico, oggi adibita ad auditorium e sala
mostre.
Passeggiando nel centro storico di Caramanico sarà inoltre possibile trovare
testimonianze del passato: palazzi settecenteschi appartenenti a famiglie nobili
locali, eleganti fontane ornate da mascheroni, edicole votive in pietra, una
graziosa bifora, inserita in una abitazione privata ancora oggi in uso.
A pochi chilometri da Caramanico sorge nell'omonima frazione, la chiesa di San
Tommaso, splendido esempio di architettura romanica. La facciata, in pietra,
presenta tre portali di cui quello centrale è il più interessante:
sull'architrave sono infatti scolpite le figure di Cristo con gli Apostoli,
mentre nella lunetta sono ancora visibili tracce di un affresco raffigurante la
Madonna col Bambino.
La visita alla suggestiva frazione di Decontra nonché ai borghi di San Vittorino
e San Nicolao aumentano l'interesse della gita.
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Sant'Eufemia a Majella (PE)
Il
territorio di Sant'Eufemia a Majella occupa l'estremo lembo meridionale del
pescarese, con una estensione totale di 4005 ha, territorio che si estende,
nella sua totalità, nel Parco Nazionale della Majella. L'intero abitato è
situato nella valle racchiusa dal versante occidentale della Majella e da quello
del Monte Morrone esposto prevalentemente a nord-est, ad una quota di circa 900
mt sul livello del mare, lungo la statale 487. Nel territorio geografico di
Sant'Eufemia si trovano le vette più elevate dei principali massicci, Monte
Amaro e la Majella, essi sono Monte Pesco Falcone (mt 2646), Monte Rapina (mt
2026), Monte Mileto (1920) e Monte Le Mucchie (1985). Nel territorio di
Roccacaramanico è situata "la rocca", proprio sotto le pendici del Monte
Morrone. L'ottima posizione geografica rende tutto il territorio di Sant'Eufemia
a Majella estremamente attraente dal punto di vista naturalistico, soprattutto
per il visitatore che vuole godere dei vari aspetti della
natura e vuole, perché no, in essa ritemprarsi.
La parrocchiale dedicata a San Bartolomeo Apostolo, è l'edificio architettonico
più importante di Sant'Eufemia. E' a tre navate, fiancheggiate da un campanile.
La facciata è di stile settecentesco in pietra a "faccia vista" alla quale si
intrecciano molti elementi decorativi anche essi lapidei lavorati con grande
maestria. All'interno della Chiesa sorge un monumentale tabernacolo scolpito in
legno alto quasi 5 metri a tre piani rientranti a cupola con colonne, statuine e
piccole edicole: L'importante opera è databile tra la fine del '600 e i primi
del '700. A Sud-Est del paese la Riserva Naturale Lama Bianca e, poco lontano
dall'abitato, vicino alla frazione Roccacaramanico, sorge un interessante orto
botanico. |
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Pacentro
(AQ)
Suggestivo
centro posto alle pendici del Monte Morrone, Pacentro è dominato dalla severa
mole del Castello di Cantelmo. Immerso nel verde e con una sua spiccata
dimensione urbanistica, Pacentro possiede un fascino tutto particolare
Il Castello di Cantelmo è circondato da un
largo fossato ed ha pianta quadrilatera. Realizzato nel XIV secolo, conserva
intatto il suo aspetto possente. Delle tre torri originarie del Castello di
Cantelmo, due sono giunte sino ai nostri tempi praticamente integre e danno un
aspetto caratterizzante all'intera costruzione.
Merita, comunque, una visita l'intero borgo.
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Sulmona
(AQ)
Posta
nella conca della Valle Peligna, patria del poeta latino Ovidio, Sulmona si
presenta come città ricca di monumenti, caratterizzata da un intenso e
qualificato lavoro artigianale.
Assolutamente da vedere la Cattedrale dedicata a S. Panfilo, il Complesso dell'
Annunziata, di sicuro il più celebre e importante monumento di Sulmona, nonché
il Museo Civico che comprende, tra i vari tesori, un'ampia raccolta archeologica
e uno splendido tabernacolo di legno dipinto nel 1435 da Giovanni da Sulmona.
Rinomati in tutto il mondo sono i confetti di Sulmona. |