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Abbateggio (PE)
Il
piccolo centro, che risalta tra il verde dei boschi per le sue caratteristiche
case in pietra bianca, sorge alla pendici nord-orientali del Colle di Cinta alto
1183 metri ed è situato tra l'insediamento di San Valentino e quello di
Roccamorice. L'abitato è costeggiato da boschi di quercia e di roverella. A
sud-est dell'agglomerato scorre il fiume Leio che si immette dopo 3 Km nel
maggiore corso del fiume Lavino, affluente destro dell'Aterno-Pescara.
Le dimensioni geografiche limitate del Comune si ricollegano alla sua originaria
localizzazione di fondo agricolo che da Bertrando del Balzo passò a Carlo III di
Borbone.
Il
"paese presepe", così è stato definito Abbateggio, per le sue caratteristiche
case in pietra, che contribuiscono a renderlo particolarmente tipico e
pittoresco. Difatti anticamente le case qui erano costruite in pietra; le
strutture verticali erano legate con malta bastarda ricavata dalla terra di una
cava limitrofa, oggi in disuso, e le tre strutture orizzontali di cui restano
ben pochi esempi di travi in legno, erano coperte con coppi oppure di soffitti
di canna e gesso. Attraversando la via principale del paese si possono ammirare
queste case a schiera a due o tre piani disposte lungo il perimetro esterno e
rari tipi a torre nella parte più scoscesa. Poco dopo si raggiungerà la piazza,
dove sorge la chiesa madre, in posizione baricentrica, dedicata a San Lorenzo,
patrono di Abbateggio. Risalente al 1600, presenta una facciata cinquecentesca
ed uno stile interno in Barocco moderato, con rosoni e stucchi. In realtà, è
stata rifatta nell'800 da artisti provenienti da Torre de' Passeri. A navata
unica e con 10 colonne irregolari con capitelli e stucchi, il suo interno è reso
maggiormente prezioso da una scala a chiocciola, autentico capolavoro in pietra
locale tramite la quale si accede al campanile di pianta quadrata, dalla
pregevole statua lignea del Santo e dall'acquasantiera in pietra scolpita, che
sembra risalire al 1600. Da vedere inoltre la chiesa della Madonna del Carmine e
la chiesa della Madonna dell'Elcina.
Di notevole interesse è inoltre la Valle Giumentina; questo sito archeologico è
caratterizzato dalla presenza delle tipiche costruzioni in pietra secca, dette
"tholos", a forma circolare e con tetto a cupola, un tempo dimora di pastori per
il riparo notturno o per lavori vari.
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Bolognano (PE)
Posizionato
su di una altura lungo la Valle dell'Orta il paese ha come comuni
confinanti quelli di: Tocco da Casauria, Torre de' Passeri, Scafa e
Salle. La Valle d'Orta limitrofa al paese lo tocca solo da una lato, e
prosegue fino a Piano d'Orta. Quest'ultimo, ubicato a 300 metri s.l.m.
ha aspetti naturalistici molto variegati. Il Comune di Bolognano è
compreso nell'ambito del territorio della Riserva Naturale dell'Orta;
nel suo interno possiamo ammirare la "Grotta dei Piccioni" e, nelle
vicinanze, la "Grotta Oscura". La "Grotta dei Piccioni", una delle
grotte archeologiche più importanti d'Abruzzo, si trova a soli 500 metri
da Bolognano, lungo le pareti delle gole del fiume Orta. Tale grotta ha
recitato un ruolo importantissimo ai fini della ricostruzione del
passaggio dalla cultura neolitica ed eneolitica al panorama culturale ed
abitativo della successiva età del bronzo. Un'altra grotta di
particolare importanza è la "Grotta del Mortaio", sempre presso
Bolognano, importante per le pitture rupestri; queste erano realizzate
dagli antichi abitanti della montagna all'interno di grotte e ripari
sotto roccia ed, in genere, raffigurano scene della vita quotidiana
quali caccia ed altre forme di lavoro.
Dal
punto di vista urbanistico Bolognano è costituito da due settori: uno più antico
con morfologia a fuso ed architettura tipicamente medioevale, l'altro di più
recente edificazione si sviluppa lungo le arterie principali odierne ed ha
carattere prettamente borghese, con edilizia fine '800 primi '900. La chiesa di
Santa Maria Entroterra (entro le mura) è ubicata nel nucleo antico (primo
nucleo); è di origine medioevali anche se successivamente è stata restaurata ed
ha un portale del XVI sec. Al suo interno possiamo ammirare uno splendido
affresco cinquecentesco raffigurante "Madonna col Bambino e Santi" attribuito
all'artista aquilano Paolo Cardone. Sempre all'interno del primo nucleo
abitativo sono molto interessanti sia palazzo Durini che palazzo Palumbo che con
la loro mole si presentano all'interno del centro storico con signorile
eleganza. La strada provinciale sbocca su piazza XX settembre che rappresenta
urbanisticamente l'arrivo al paese; qui è ubicata la chiesa di Santa Maria delle
Grazie. L'antica chiesa, posta in prossimità della chiesa parrocchiale di
Sant'Antonio Abate, rappresenta il cuore della città: luogo di incontro e di
socializzazione. Nella contrada Musellaro è possibile ammirare il santuario del
SS.Crocifisso, meta da sempre di pellegrinaggi per l'antica storia che lo vuole
riportato in Italia dai Crociati; abbiamo inoltre la Chiesa di Santa Maria del
Boero, la Cappella dell' Iconicella e le chiesette minori di Sant'Antonio, San
Nicola, San Rocco e Sant'Andrea.
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