Ritorno alla Montagna Bookmark and Share

Foto Roberto Bezzu Visitare Roccacaramanico, ogni due o tre anni, fa sempre uno strano effetto, visto che ogni volta ci si trova qualcosa in più o di nuovo. Vi chiederete che cosa c’è di strano. C’è molto di strano, se si compara alla prima visita che risale agli anni 70. In quegli anni, il paese era quasi abbandonato, sembrava che gli abitanti fossero scappati lasciando le porte delle case aperte. Entravi, ti potevi sedere su una sedia in cucina e vedere ancora i piatti nella credenza. Molti edifici erano ridotti a ruderi. In una estate degli anni ‘80 la visita si spinse fina al cimitero che aveva le tombe scoperchiate con i poveri resti umani alla vista di tutti. L’unica abitante rimasta era Angiolina, una tipa po’ scontrosa, che però divenne famosa dopo un collegamento alla televisione con Raffaella Carrà. D’estate qualcuno in più si vedeva, come Pasqualino, l’ultimo vero Roccolano. Con gli anni ‘90 però qualcosa cominciò a cambiare, ad ogni visita si vedevano sempre più case ristrutturate da destinare alle vacanze, almeno d’estate c’era più movimento. Nel nuovo secolo si creò il Museo Etnografico, anche se poi lo si trovava chiuso, con una lettera di protesta attaccata sul portone, la via principale ripavimentata anche se solo a metà per qualche tempo. Ma ormai la svolta c’era stata, sancita dalla decisione di qualche coraggioso di risiedere nel borgo, di aprirvi qualche bottega eFoto Roberto Bezzu> B&B, e di dedicare al paese un sito internet. Oggi Roccacaramanico ti accoglie con la facciata del Museo restaurata, con un orario visite in bella mostra, con la via principale rimessa a nuovo, con i balconi delle case piene di fiori e con un manifesto che annuncia una notte “bianca” di spettacoli. L’unica cosa che non è cambiata, e che rimarrà sempre la stessa, è il panorama mozzafiato della Maiella che si vede dalla piazza principale. Certo, c’è ancora molto da fare, ma ricordandosi le prime visite… “qualcosa” è cambiato. La parabola, questa volta ascendente, di questo piccolo paese, ci fa capire che può esistere una via di crescita per la montagna diversa da quella tumultuosa e consumistica voluta negli anni precedenti. Se Roccacaramanico rappresenta un caso estremo, tutti i piccoli centri montani possono percorrere questa via di crescita sostenibile, di piccoli passi verso uno sviluppo non solo economico ma anche di qualità della vita.

Roberto Bezzu

14/08/2011